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Nella transizione dalla modernità alla postmodernità, isteria, anoressia e agorafobia sembrano essere strettamente connesse a una dimensione spaziotemporale. Questo articolo ne propone una lettura metaforica, mediante un'analisi della relazione tra una definizione/costruzione sociale dei luoghi e la definizione/costruzione sociale dei corpi. I corpi, col loro essere corpi legati a un genere - maschile e femminile - hanno somatizzato la relazione del dominio sessuale. Emergono due collegamenti discorsivi: primo, la crescita della città moderna nel XIX e XX secolo, a fianco della definizione dei territori di competenza in generale: secondo, il ruolo del discorso medico nella definizione del corpo femminile come debole, un corpo a rischio, dai confini incerti. I sintomi, a loro volta «definiti» come isteria, agorafobia e anoressia, sembrano esprimere in modo sintetico il conflitto moderno intrinseco nella definizione del corpo femminile.