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Nell'ambito del dibattito sullo statuto di scientificità, cui fa da sfondo la critica al mito del paradigma scientifico, l'epistemologia freudiana è chiamata a fare i conti con l'istanza revisionista che attraversa la psicoanalisi contemporanea, con particolare riferimento alla cultura anglosassone sensibile agli apporti dell'ermeneutica e del costruzionismo sociale. Da questo versante, l'interpretazione viene equiparata ad una procedura descrittivo-convenzionale che si realizza nella logica polisemica della narrazione, ed esita nel raggiungimento di un accordo consensuale fra i membri della coppia analitica. Il comun denominatore è l'idea di realtà come costruzione narrativa assoggettata alle regole del conformismo culturale; una posizione che, secondo l'autrice, si fa portavoce di una lettura relativistica dell'ermeneutica, di stampo sociologico e convenzionalista, a scapito della componente dialettica dell'interpretazione.