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Mentre l'influenza della psicologia di Franz Brentano sulla fenomenologia husserliana è universalmente riconosciuta, è meno chiaro quale traccia rimanga delle lezioni del filosofo austriaco nell'opera di Sigmund Freud, che fu suo allievo a Vienna tra il 1874 e il 1875. Molti dei temi affrontati da Freud compaiono infatti già negli scritti di Brentano, ma questo sembra solo il segno dell'appartenenza dei due autori a uno stesso contesto culturale. Sul tema dell'inconscio è noto come i due avessero posizioni diametralmente opposte: esso è bandito dall'area della psicologia da Brentano, e ne diventerà il cuore per Freud. La relazione intenzionale tra soggetto e oggetto, già descritta da Tommaso d'Aquino, rappresenta certamente il nucleo fondamentale della psicologia brentaniana; è noto invece come nella teoria freudiana della libido l'oggetto non rappresenti la meta, ma sia invece spostato in una posizione strumentale, collaterale rispetto al tema centrale, che è quello del soddisfacimento. È singolare il fatto che questo modello freudiano venga successivamente rivisitato ad opera dei teorici delle relazioni d'oggetto, e all'oggetto venga restituita quella posizione di centralità che esso rivestiva nella teoria dell'intenzionalità di Brentano.