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Mentre sta scomparendo dai dipartimenti di psichiatria, la psicoanalisi sta diventando sempre più importante nei dipartimenti di letteratura. Gli autori discutono le ragioni di questo fenomeno ripercorrendo, in occasione della morte di Maria Torok, l'opera comune di Abraham e Torok, recentemente definita dalla Roudinesco come un'alternativa a Lacan. Di tale opera ne viene illustrata la matrice fenomenologica e la continuità con l'opera di Sándor Ferenczi, e ne viene evidenziata la differenza dallo stesso Lacan, dal mainstream psicoanalitico, e dalla filosofia decostruzionista di Jacques Derrida. In particolare, viene discussa la concezione catastrofica del “simbolo” elaborata da Nicolas Abraham, secondo cui ogni operazione simbolica nasce come tentativo di superamento di una minaccia di disintegrazione. Ogni simbolo è perciò un tentativo d'essere che porta in sé la traccia leggibile della minaccia del non essere, e questo accomuna prodotti simbolici tanto diversi come il sintomo nevrotico e la creazione letteraria ed artistica. Interpretare il simbolo è ricercare l'ostacolo originario di cui il simbolo si è costituito come traccia leggibile.