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L'autore presenta un'ampia rassegna delle monografie psicoanalitiche più significative prodotte dall'ultima generazione di autori; da ciò sembra emergere che le attuali differenze teoriche all'interno del campo si basano su un disaccordo fondamentale circa l'individuazione della metodologia più appropriata ai fini del raggiungimento della conoscenza. La più rigida di queste dispute epistemiche è quella che contrappone coloro che indicano come centrale il bisogno di empirismo a coloro che invece seguono un percorso prevalentemente razionale. Il primo gruppo concepisce la psicoanalisi come una branca delle scienze naturali; gli autori del secondo, viceversa, ripudiano in modo esplicito tale appartenenza, oppure si limitano a riconoscerla in modo superficiale, dando comunque priorità all'approfondimento di qualche dottrina filosofica. A differenza delle scienze naturali, le discipline che impiegano un'epistemologia razionalista mancano di una griglia di standard condivisi che confermino la validità della disciplina stessa; di conseguenza, le scuole psicoanalitiche che aderiscono al razionalismo possono mantenere i loro punti di vista in modo aprioristico, prescindendo da qualunque tipo di prova empirica che possa nel frattempo venire alla luce.