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Come è stato recentemente osservato, negli anni seguenti la 180 la psichiatria ha sviluppato uno stile di lavoro peculiare, alquanto diffuso in Italia, basato su alcuni punti: l'uso sistematico della metodologia del lavoro di gruppo; il riconoscimento e la promozione di molte professionalità; l'organizzazione di interventi complessi proporzionati alla complessità delle problematiche. A tali punti aggiungerei anche la progressiva attenzione posta alle famiglie dei pazienti gravi.
All'interno di questo orizzonte, nel quale anche noi ci collochiamo, cercherò di accennare alle caratteristiche e agli aspetti problematici di una impostazione psicodinamica del Csm, riferendomi alla nostra esperienza rispetto alla quale abbiamo una tradizione che risale ai primi anni '70 e venne descritta nel volume Psichiatria nel territorio edito nel 1977 presso Feltrinelli. È da sottolineare che molti Csm seguono impostazioni simili.
La psichiatria psicodinamica ha ampliato negli ultimi decenni i propri modelli della malattia: a quello tradizionale del conflitto si è aggiunto quello del deficit, al punto di vista della psicologia dell'Io si è aggiunto quello del Sé e quello delle relazioni oggettuali. Questo ampliamento permette di individuare più facilmente i bisogni del paziente (livello dell'arresto evolutivo, necessità di contenimento, esigenze simbiotiche, ecc.) e di rispondervi utilizzando un largo spettro di interventi. Le conoscenze dinamiche stanno inoltre mettendo in discussione quella separatezza artificiale