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Il «Cantiere delle idee» è il nome dato nel 1993 a «una festa realizzata con pochi mezzi, tante idee ancora confuse e molta buona volontà» presso l'ex Ospedale Psichiatrico di Genova-Cogoleto. Gli obiettivi si precisano con la seconda
iniziativa del '95, sino alle feste del '96 e '97, che si configurano con una portata ormai cittadina, al punto da coinvolgere Amministrazioni, Enti Locali, sindacati, associazioni, scuole, artisti e cittadinanza. Se queste feste, organizzate dagli ospiti e dagli operatori dell'ex O.P. si collocano nell'ambito della prassi riabilitativa - e il testo ne restituisce una cronaca puntuale, corredata da un apparato di più di cento fotografie - esse sono altresì un punto di partenza per affrontare le tematiche riabilitative e manicomiali con un respiro più ampio. L'autore non è nuovo alla modalità di prendere spunto dall'esperienza locale, «provinciale», valorizzandola, ma nel contempo cercando le implicazioni oltre l'evento contingente. Lo aveva già fatto nel precedente Dal manicomio alla città. «L'altro presepe» di Cogoleto . Qui egli «apre» ai significati più generali della festa e ai rapporti tra fotografia e psichiatria. Riguardo alla festa, una carrellata storica ripercorre i cambiamenti di atteggiamento e di costume, ma l'attenzione è centrata sul senso della trasgressione e della creazione di rituali alternativi nelle pratiche riabilitative (interviene anche il poeta e critico letterario Edoardo Sanguineti). Decisamente nuovo il contributo sugli usi della fotografia psichiatrica. Anche su questo tema si parte dalle prime applicazioni nella diagnostica ottocentesca, per arrivare alla denuncia della condizione manicomiale negli anni '70 e '80 con raccolte ormai classiche come Gli esclusi e Morire di classe, affidate a fotografi di grido. Diversa l'operazione che in quegli stessi anni conduceva il fotoreporter Giorgio Bergami - da lui stesso descritta in un suo contributo - volta a catturare immagini di immediato uso politico. A circa