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La raccolta, nata da un lavoro comune sui modelli di gruppo per l'approccio alle patologie mentali gravi in istituzioni, prende il sottotitolo dal Convegno tenutosi a Verona nel 1996. Esperienze cliniche e conoscenze teoriche, aventi come comune denominatore la matrice psicoanalitica, vengono qui messe a confronto allo scopo di «inquadrare lo stato attuale delle teorie sul trattamento delle psicosi e sul gruppo come strumento di lavoro», nonché di «circoscrivere e individuare gli spazi rimasti vuoti, enigmatici, inesplorati». Gli autori si propongono di superare i limiti riscontrati da Freud circa l'efficacia operativa della psicoanalisi nell'ambito delle psicosi per lavorare invece nella «“realtà” di un campo emotivo gruppale, realtà nel senso di “funzione” gruppale». Sono cioè in primo piano i rapporti esistenti tra la mente e il corpo sociale. Il concetto di «situazione di campo» - inteso come «stato mentale condiviso» e «contenitore transpersonale» - consente di studiare le interazioni tra l'istituzione, la mente del terapeuta e il gruppo, in una prospettiva evolutiva che è alla base dei processi terapeutici