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Gli Autori propongono alcune riflessioni sulla nosologia, sulla clinica e sulla terapeutica che la psichiatria contemporanea adotta nel trattamento dell'evento depressivo. Vengono criticati l'opzione operazionista e riduzionista della psichiatria biologica e l'uso decontestualizzato e omologante dell'impianto nosografia) del DSM-IV. Si propone, secondo una lettura storica, fenomenologica, filosofica e psicodinamica, la centralità del senso di colpa quale elemento cardinale sia della condizione umana che della psicopatologia depressiva. Vengono formulate alcune considerazioni socio-analitiche sull'emergenza dei nuovi sintomi psichiatrici. Il lavoro si conclude con alcune riflessioni propedeutiche al trattamento dell'evento depressivo, all'interno dell'orizzonte epistemico dell'incontro con il sofferente, secondo un paradigma etico, che si configura come una pratica della sensatezza e del senso.