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Noto in Italia per il libro scritto con J. Gedo , Modelli della mente. Una teoria psicoanalitica , G. intende ampliarne la prospettiva pluralistica affrontando la problematica della perversione. Al di là degli aspetti comportamentali e delle definizioni descrittive e sociali, per G. le perversioni sono un problema di struttura psicologica, da affrontare partendo dalle forze che le originano, per poi arrivare al trattamento. Lo fa muovendosi rigorosamente all'interno della psicologia del Sé (non senza sottolineare il suo debito verso Kohut), la quale «considera i comportamenti perversi da una parte come utili per la coesione del Sé, dall'altra come una condizione patologica che si esprime nello sfruttamento di altri (p. 12)». Va da sé che per G. le perversioni appartengono all'area dei disturbi narcisistici del comportamento, e sono definibili in base a tre elementi essenziali. Il primo e la sessualizzazione di attività di per sé non sessuale, allo scopo di salvaguardare la persona dalla frammentazione del Sé. Il secondo aspetto è la distorsione - o scissione - del senso di realtà (cfr. già la “scissione dell'Io” nel feticismo, indicata da Freud), che conduce alla coesistenza di più personalità in conflitto tra loro. Infine, una particolare dinamica psichica, individuale e familiare, in cui si intrecciano la vulnerabilità narcisistica e i fallimenti della regolazione delle pulsioni da parte dei genitori; in particolare, un difetto dell'idealizzazione, il quale può portare alla sessualizzazione del Sé. A queste tre dimensioni esaminate nel dettaglio, G. fa seguire un capitolo sull'omosessualità, vista non tanto in base a conflitti e pulsioni, ma come struttura compensatoria di un difetto del Sé. Segue l'analisi di altre forme di perversione, con gli affetti che le accompagnano e contraddistinguono (rabbia, ecc.). Ricco di esempi clinici, minuziosamente discussi, il libro (non esente da ripetizioni e ridondanze) si chiude con due capitoli che mirano a mostrare la susce