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L'autore offre, con questo libro, le conoscenze fino ad oggi acquisite sulla sessualità, trattando l'argomento come una complessa dimensione del vivere. Senza rinunciare alle necessarie classificazioni, descrizioni, esemplificazioni, egli analizza le componenti della sessualità a livello somatico, psicologico e sociale. Ma l'autore parte anche dal presupposto che, in particolare per la sessualità, questo procedere risulta ben presto limitato, non esaustivo. Tale tema, infatti, non è riconducibile ad un evento complesso, osservabile da posizioni incontaminate; il mistero è condiviso da chi osserva. Il rischio allora è quello di tentare di illuminare le zone d'ombra dell'argomento senza essere consapevoli che la si sta evitando, col risultato di giungere ad un sapere arido e monolitico. Proprio partendo da questo presupposto il libro riesce ad essere un utile strumento per recuperare la storicità del sapere, per rivolgersi alla complessità del fenomeno senza rinunciare alle sue peculiarità, per cogliere il valore sacrale e misterico e per restituirne tutto il fascino. Affrontandole sia dal punto di vista storico che teorico, l'autore attraversa con grande discrezione le diverse aree del sapere relativo alla sessualità: dalla costruzione dell'identità ai significati psicologici della sessualità giunge al gravoso compito di chiedersi cosa distingue ciò che è normale da ciò che non lo è, per concludere con il capitolo sulla psicopatologia. Anche in questo caso egli riesce a mettere in guardia dalle trappole ideologiche recuperando la storia del concetto di normalità e promuovendo spunti di riflessione, senza chiudere il discorso con definizioni pretenziose di verità. (Al.M.)