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Il lavoro di Horwitz e dei suoi collaboratori si iscrive nel glorioso filone di ricerca in campo psicoanalitico che la Menninger Clinic di Topeka sta portando avanti da più di cinquant'anni e che ha visto impegnati tra gli altri, nel corso del tempo, Rapaport, Gill, Schafer, Kernberg e Wallerstein, dunque un'ampia gamma di mostri sacri della psicoanalisi nordamericana. La ricerca della quale questo libro presenta gli esiti è anzi l'ideale prosecuzione del Psychotherapy Research Project della Menninger Foundation: questo biglietto da visita di per sè solo potrà dunque bastarci per avere garanzia assoluta della serietà del progetto e della validità dei ricercatori in esso coinvolti. Lo studio, iniziato nei primi anni '80, consiste in un lavoro di valutazione eseguito da sei ricercatori esperti su sedute audioregistrate scelte a caso dalle terapie di tre pazienti, all'interno delle quali vengono monitorati i cambiamenti in meglio o in peggio registrati da ogni paziente e l'eventuale connessione tra cambiamenti del paziente e interventi eseguiti dall'analista. Gli interventi del terapeuta vengono valutati a seconda della loro collocazione su un asse di polarità supportivo-espressivo, mentre i cambiamenti del paziente vengono parametrati sulla base delle modificazioni della sua condizione di alleanza terapeutica, cioè a dire, del grado della sua collaborazione al trattamento. I pazienti che rientrano nello studio hanno ricevuto una dettagliata diagnosi di disturbo borderline della personalità e tutta la ricerca ha quindi lo scopo di fare ulteriore luce sul trattamento di questa ampia e complessa tipologia della popolazione dei pazienti che entrano in psicoterapia. Per scelta strategica, l'attenzione degli autori viene concentrata sulla microanalisi di