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Comincerò col racconto di come lo Stato di New York ha perso la sua cascata più alta e di come Naomi Bliven e suo marito hanno riscoperto la Cascata di Kaaterskill. Al centro del racconto vi è la nostalgia: l'acqua pura che cade rappresenta le lacrime infantili, il latte e le lacrime della madre, il mistero della gravità, la consapevolezza della nostra mortalità e la possibilità di scegliere di uccidersi cadendo. La Cascata di Kaaterskill si trova nel cuore della catena, a volte aspra, dei Monti Catskill, ma si trova a sole sette miglia dalla più importante strada dello Stato di New York. La cascata ha un'altezza di 79 metri, circa 30 metri più delle Cascate del Niagara, ma è stretta, ed ha una portata relativamente trascurabile. Essa si trova al centro della zona chiamata «il luogo di nascita dell'arte americana», poiché, a partire dal 1825, Thomas Cole ed i suoi allievi della Scuola del Fiume Hudson vi si recarono a dipingere le scene idilliache ed aspre, in un'epoca «nella quale (citando la Bliven) gli artisti e gli scrittori di New York si rivolsero ai luoghi selvaggi come metafora della nostra giovane nazione incorrotta» (p. 54). La Cascata di Kaaterskill divenne un luogo di vacanza di moda, e la gente affluiva per ferrovia alla Casa di Montagna Catskill, di quattrocento stanze.
Poi, man mano che l'automobile cambiò le abitudini di vacanza americane, la fama del luogo diminuì, gli alberghi vennero abbandonati, e negli anni Sessanta lo Stato di New York comprò il terreno e bruciò