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Partendo da un celebre passo degli Studi sull'isteria, e seguendo le indicazioni contenute a tal proposito negli scritti freudiani successivi, l'articolo tenta dapprima di analizzare perché e in che modo Freud individui nella scrittura narrativa la forma più adatta a dare conto della «particolare natura» dell'esperienza analitica. Dopo aver esaminato, ricorrendo a strumenti critici narratologici, la struttura della mise en entrigue nei casi clinici freudiani, l'autore cerca di determinare se quest'ultimi siano ascrivibili o assimilabili a un determinato tipo di «genere letterario», giungendo a vedere in essi - venuta ormai meno ogni altra loro esemplarità - il «canone», la «mitologia» fondativa, e in quanto tale imprescindibile, su cui la tradizione psicoanalitica non smette di lavorare e di interrogarsi.