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Esistono persone che soffrono nell'appartenere al sesso cui la loro anatomia le ha assegnate, con gravi problemi per se stesse, per la loro famiglia e per la società. Vissuti come diversi, questi soggetti, con il loro stesso esistere, mettono in discussione i punti nodali dell'identità, suscitano in chi è a loro vicino reazioni di rifiuto quali negazione, svalutazione, deviazione e stigmatizzazione. Questo libro propone una comprensione non giudicante del fenomeno in questione. L'autore offre un'indagine ad ampio spettro sul disturbo dell'identità di genere attraverso un approccio multidisciplinare, necessario per lo studio di un fenomeno che non può non richiamare l'eterno problema natura-cultura. Il concetto di «genere» contiene infatti due significati tra loro incompatibili: uno come sinonimo di sesso, l'altro come sesso socialmente costruito, che esclude le componenti biologiche. L'omissione dell'aspetto biologico ripropone il problema, suggerendo il paradigma natura - periodo critico dello sviluppo - cultura. La prima parte descrive il definirsi dell'identità di genere attraverso un contributo sul piano psicologico, biologico, antropologico e sociale, ponendo la base per un approfondimento clinico del disturbo dell'identità di genere, in particolare in età evolutiva.