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Dopo avere evidenziato i legami e le differenze rispetto alle originarie concezioni di Lewin, l'autore compie una rivisitazione delle attuali concezioni psicoanalitiche del modello di campo che sebbene legate a comuni matrici epistemologiche sembrano differire profondamente nelle teorie psicoanalitiche di riferimento. L'autore tenta quindi di differenziare il modello di campo pertinente alle teorie dell'intersoggettività da quello emergente dalla teoria bioniana delle trasformazioni e dei suoi sviluppi gruppali. Viene quindi ricostruito il percorso dell'attuale modello di campo che da Corrao, Gaburri e Riolo giunge alla concezione narratologica di Ferro. Di questo modello sono evidenziate le invarianti rispetto all'originario modello fisico della teoria quantistica dei campi. Sono infine discussi i limiti di una concezione globale di campo coincidente con le sue trasformazioni narrative.