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La psicoanalisi e la psicologia analitica sono attraversate dal dibattito tra opzione empirico-naturalista e opzione ermeneutico-mentalista. Nella teoria junghiana dell'archetipo, l'aver privilegiato i contenuti, anziché gli aspetti formali, ha messo in ombra l'importanza che anche Jung annette alla relazione, sia in senso interpersonale, che come modalità di funzionamento intrapsichico. La chiave di lettura dell'archetipo può essere proprio quella di attribuire agli aspetti eredo-costituzionali una funzione di fondamento della relazione, e di collegare in questo modo la psicologia del profondo ad altre scienze, l'etologia e l'antropologia, e oggi aggiungeremmo le neuroscienze, l'infant research e la psicologia cognitiva. In particolare, gli studi sullo sviluppo del senso del Sé, sui sistemi motivazionali e sulla relazione d'accudimento mostrano che alla base della coazione a ripetere vi è la riproduzione e la messa in atto nella vita adulta di modelli relazionali precoci. Vi è dunque un modello nucleare di relazione che si costituisce dall'accoppiamento tra eredità e cure materne primarie; in questo senso, l'enfasi con cui Jung sottolinea i limiti biologici entro cui si muove il processo d'individuazione suona come un riconoscimento di questi modelli precoci di funzionamento mentale.