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István Hollòs era uno psichiatra e psicoanalista ungherese che diresse per molti anni il grande manicomio di Lipömetzó, vicino a Budapest, detto «Casa Gialla». Era molto amico di Ferenczi, che lo introdusse alla psicoanalisi. Divenne vicepresidente della Società Psicoanalitica Ungherese, tradusse in ungherese alcune opere di Freud, era didatta e formatore di giovani analisti, scrisse vari lavori e fu un pioniere della terapia psicoanalitica degli psicotici (Hollòs è citato anche da Gertrude Schwing nel libro La pazzia e l'amore, recensito su Psicoter. Se. Um., 1988/4). Credeva fermamente nell'importanza di un approccio umano verso i pazienti gravi, senza contenzione fisica, teso alla deistituzionalizzazione e al reinserimento nella famiglia, e per questo viene considerato anche un importante anticipatore di temi del movimento antipsichiatrico. A causa dell'antisemitismo