You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Roberto Speziale-Bagliacca ha pubblicato nel dicembre dello scorso anno la monografia Sigmund Freud. Le dimensioni nascoste della mente, come supplemento di Le Scienze, edizione italiana di Scientific American. L'inserimento a tutto campo, da parte della prestigiosa rivista, di Freud tra gli scienziati e alcune affermazioni dell'autore hanno suscitato interesse anche polemico nella stampa d'informazione più attenta. Nella sua monografia, Speziale-Bagliacca ha mantenuto l'equilibrio difficile tra divulgazione e approfondimento, affrontando, accanto all'aspetto storiografico, problemi clinici e teorici ancora discussi nell'ambito psicoanalitico. Psicoterapia e Scienze Umane ha accettato la proposta di pubblicare l'intervista che appare qui di seguito cogliendo l'occasione per proseguire, sotto il titolo Questione «psicoanalisi», un dibattito aperto alla partecipazione dei lettori che ci vede impegnati dall'epoca della fondazione della rivista.
Le domande sulla psicoanalisi di ieri e di oggi sono state poste all'autore da Michele Ranchetti, già ordinario presso l'Università di Firenze, studioso di Wittgenstein e collaboratore dell'editore Boringhieri per la pubblicazione dell'Opera di Freud, assieme allo storico Paul Roazen, autore tra l'altro di Freud e i suoi seguaci, da poco tradotto in italiano per Einaudi, a John S. Bailey, saggista e critico, collaboratore in Italia dell'Indice e di Americana, e ad Aldo Canevari, psicofarmacologo presso il Dipartimento di scienze psichiatriche dell'Università di Genova. Ranchetti e Roazen fanno parte del comitato di consulenza di Psicoterapia e Scienze Umane. Come direttore della rivista, ho introdotto l'intervista con una domanda di metodo, riservandomi ulteriori interventi nel corso del dibattito.
P.F.G.