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È dato di comune osservazione per chiunque conosca le principali correnti della psicologia moderna, a partire, se vogliamo, dalla stessa psicoanalisi, che il campo di studio principale e privilegiato delle Psicologie è sempre stato rappresentato dal lato oscuro e più regressivo dell'essere umano. In questo testo vengono invece messe sotto la lente d'ingrandimento dell'autore quelle che egli definisce appunto «virtù sociali», cioè una serie di comportamenti interpersonali o di modalità di relazione sociale sicuramente altrettanto importanti e presenti nelle manifestazioni dell'uomo ma molto più di rado oggetto di studio specifico delle discipline psicologiche: la dedizione, la gratitudine, la meraviglia, il pentimento e il perdono, la fiducia, la sincerità. Si tratta di una serie di comportamenti che mirano a instaurare o a ristabilire relazioni interpersonali di carattere positivo, e per questo aspetto l'autore vuole individuarne il carattere di «virtù» che ci propone sin dal titolo del suo saggio. I punti di vista dai quali Giuseppe Galli si pone per effettuare la sua analisi sono quelli classici: da un lato l'approccio psicoanalitico, indispensabile per individuare gli antagonisti di queste virtù sociali, dall'altro, o meglio a fianco del primo, l'approccio fenomenologico, fondamentale per la definizione della struttura del campo relazionale, ma anche l'approccio ermeneutico, necessario per mantenere tutto il discorso sviluppato in questo testo in un ambito quanto più possibile interdisciplinare. Il volume si conclude con un'appendice in cui tre autori (Anna Arfelli Galli, Pierrette Lavanchy e Giancarlo Trombini) offrono ulteriori contributi allo studio di queste virtù sociali, sviluppando in particolare le prospettive psicoanalitica ed evolutiva. (F.B.)