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Ai miei occhi di laico c'è qualcosa di spaventoso nella chiarezza che questo libro fa sulle posizioni tenute dalla psicoanalisi, nel corso degli anni, verso l'omosessualità. Spaventoso perché, delineate come sono, a partire dall'introduzione di Fabiano Bassi, uno dei curatori della raccolta, queste posizioni fanno emergere in maniera così nitida contraddizioni, confusioni e convenzionalismi del pensiero e dell'organizzazione psicoanalitici, che finisce per tremarne tutta l'impalcatura della stessa psicoanalisi. E di questo evidentemente gli Autori della raccolta non devono avere alcun timore, perché di certo devono essersi resi ben conto delle conseguenze insite nel lavoro che hanno svolto.
Comunque, ecco in breve come sono andate le cose. Sull'omosessualità, Freud afferma prima una cosa, poi un'altra, ossia prima dice chiaro e tondo che l'omosessualità è da considerarsi una forma immatura di sessualità, poi, senza mai rimangiarsi apertamente tale affermazione (un vizietto tipico del padre della psicoanalisi), sentenzia con forza il contrario. Bassi riporta fedelmente queste due posizioni di Freud, riferendo la prima ai Tre saggi sulla teoria sessuale , dove l'omosessualità è spiegata come una fissazione a un livello