You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Provate ad immaginare l'esperienza di un paranoico che legge un libro che gli rivela non solo che la sua costruzione delirante è reale, ma anche i complessi meccanismi attraverso i quali essa si attua, si organizza, lo irretisce. Per me, ormai da venti anni telefobico, lo studio della Dinelli è stato una fulminazione del genere. Il libro è bello, scorrevole, ben documentato e ben organizzato. La telemania, ci dice anzitutto l'autrice, affonda le sue radici in qualcosa di ancestrale, di innato, di neurofisiologico, nel substrato nervoso della percezione, dell'attenzione, della processazione dei dati sensoriali. Nella prospettiva di Mc Luhan, le tecnologie sono estensioni del corpo umano e anche del suo sistema nervoso, e la Tv è una psicotecnologia, secondo l'espressione del suo allievo De Kerckhove, le cui caratteristiche si innestano su determinate funzioni del sistema nervoso stesso. Fin dalla vita intrauterina, esso è predisposto a costruire un mondo di forme e di colori, in cui è attirato dal movimento, dal volto e dalla voce umani, dalla musica e dai ritmi. Come se non bastasse, prima della fase del sogno, l'organismo entra in una fase (onde Pgo) in cui la muscolatura si rilassa, l'attenzione si concentra sulla visione, e l'attività mentale si predispone allo spettacolo onirico. Un po' la stessa cosa accade quando accendiamo la Tv, il corrispettivo esterno del nostro schermo onirico. Non a caso, la