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Gli Autori propongono di ripensare la storia della psicoanalisi, seguendo gli sviluppi di una serie di aporie. Si tratta di coppie di concetti in opposizione che, in quanto derivano da taluni nodi problematici irrisolti, sono apparsi ricorrentemente nell'arco storico di questa disciplina, sostanziando dibattiti e lacerazioni in seno alla comunità psicoanalitica. Gli Autori offrono un abbozzo di realizzazione del programma proposto, passando per momenti cruciali di vari orientamenti psicoanalitici, all'insegna delle coppie: trauma reale/trauma immaginario; interno/esterno; pulsione/oggetto; divisione/coesione; primato dell'Io/primato dell'Es; edipico/preedipico; costruzione/ricostruzione; clinica monopersonale/clinica bipersonale; neutralità/empatia. Ne risulta un'immagine inedita della psicoanalisi: rinunciando alla pretesa di erigere questa disciplina in edificio monoliticamente coerente, queste aporie, tanto inevitabili quanto feconde, attestano un modo di procedere che, già in Freud, appare in definitiva dialettico, fatto cioè di oscillazioni concettuali, che inseguono e sviluppano ora una soluzione, ora l'opposta.