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Marco presenta un disturbo borderline di personalità (Bdp), con marcati tratti ossessivi. Il Bdp rimanda a: una lunga e complessa storia nosologica; un'estrema eterogeneità dei quadri clinici; una molteplicità e simultaneità di trattamenti; un'intermittenza, discontinuità, ecletticità dei trattamenti; frequenti «fallimenti terapeutici»; prevedere e prospettarsi trattamenti a lungo termine; la possibilità di contemplare la prescrizione di «nessun trattamento» (Frances, A., Clarkin, J.F., No treatment as the prescription of choice, Arch. Gen. Psychiatry, 38, , pp. 542-545). Quest'ultima possibilità necessita di precisazione: non sono infrequenti casi di lunghi e diversi trattamenti con esiti non solo d'immodificabilità, ma di molteplici reazioni negative e di complicanze indotte da qualcuno dei trattamenti adottati (ad esempio, il sovradosaggio, la dipendenza, l'abuso di psicofarmaci); «nessun trattamento» non come la resa ad un giudizio d'incurabilità, ma una delle scelte possibili, anche se temporanea.
Una percentuale elevata di giovani, con diagnosi di Bpd, viene al servizio pubblico dopo uno o più tentativi di trattamento non portati a termine. In questi casi si pone il problema di come i precedenti trattamenti sono assunti, compresi, nella relazione terapeutica attuale. Esplorare le precedenti esperienze terapeutiche (nel caso di Marco psicologiche e farmacologiche combinate, con un medesimo terapeuta), in particolare sia le esperienze