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Joseph Lichtenberg continua il suo lavoro di revisione critica della teoria e della tecnica psicoanalitica, lungo un percorso che si snoda con coerenza. In La psicoanalisi e l'osservazione del bambino le teorie della pulsione, dell'affetto, della fusione primaria e della presunta mancanza di attaccamento del bambino vengono rivisitate alla luce degli studi sul bambino piccolo, i quali dimostrano che quest'ultimo ha le competenze per avviare, regolare e organizzare la relazione col fornitore di cure; in Psicoanalisi e sistemi motivazionali (recensito in Psicoter. Sc. Um., 1, ) egli propone una riformulazione della teoria psicoanalitica, che viene definita una teoria della motivazione strutturata: i fondamenti dell'accadere psichico, i luoghi d'origine del senso, non sono più le pulsioni del modello strutturale tripartito o gli affetti del modello delle relazioni oggettuali, ma i sistemi motivazionali, sistemi di regolazione interattiva, ciascuno basato su bisogni discreti, ciascuno che implica risposte caratteristiche, ciascuno preparato da pattern di risposta innati che si intrecciano con le attività responsive del fornitore di cure. In questo nuovo testo, Lichtenberg presenta una teoria della tecnica, che viene ulteriormente sviluppata in un altro lavoro, Lo scambio clinico (scheda in Psicoter. Sc. Um., 3, ). Questa volta però Lichtenberg non è solo: per i suoi ambiziosi propositi, ha riunito intorno a sé un gruppo di lavoro: Frank Lachmann, noto per altri lavori sulla diade madre-bambino e sulla loro regolazione reciproca, del movimento dei relazionalisti di New York; e Jim Fosshage, anch'egli dei relazionalisti, autore di studi sul sogno e sul circuito transfert-controtransfert.