You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Abbiamo ricevuto dal collega Sergio Erba questo contributo, a lui ispirato da un articolo di Sergio Benvenuto, comparso sul n. 3, 2000, di questa rivista. In ragione del suo contenuto centrato sullo stato della disciplina psicoanalitica, abbiamo pensato di presentarlo all'attenzione dei lettori nella rubrica dei Dibattiti.
Nel numero 3, 2000, di Psicoterapia e scienze umane è comparso uno scritto di Sergio Benvenuto, intitolato «L'analisi: uno svezzamento lungo?», in cui l'autore solleva tutta una serie di interrogativi sul senso dell'analisi e sui fattori della sua eventuale efficacia. Poiché questi interrogativi mi sembrano riflettere, nel bene e nel male, una mentalità e un atteggiamento culturali piuttosto diffusi attualmente, ho ritenuto vantaggioso utilizzarli come punto di partenza per alcune considerazioni e alcune riflessioni sugli stessi temi toccati da Benvenuto.
Il mio scritto non va inteso come una recensione o una critica, anche se conterrà molte caratteristiche dell'una e dell'altra. Vuole piuttosto cogliere un'occasione. Poiché dalle pagine di Benvenuto traspare una rappresentazione dell'analisi piena di incongruenze e di contraddizioni, ho colto questa occasione per presentare un punto di vista che avrebbe, ai miei occhi, almeno il pregio della coerenza, anche se non è detto che sia condivisibile. Affinché il mio contributo sia comprensibile anche per coloro che non conoscono il testo cui mi riferisco, sintetizzerò di volta in volta i passi di Benvenuto da cui le mie