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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori e dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte. In questo numero pubblichiamo quattro interventi di commento sul caso Marco, presentato sul n. 2, 2001, di questa rivista.
«Non parlarmi di me». La terapia di Marco è stata segnata, per tutto il primo periodo, dalla proibizione che ha imposto al terapeuta una sorta di fase di latenza, sconsigliandogli di usare il suo strumento principale di lavoro. Il lavoro di Osti mostra bene come l'accettazione della parola del terapeuta, da parte di Marco, abbia coinciso con la paziente riconquista dello spazio di parola da parte del terapeuta. Vediamo.