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Questo libro, denso di idee e approfondite considerazioni, raccoglie sedici contributi (già apparsi come articoli di riviste scientifiche o come capitoli di libri a cura di altri autori, dalla fine degli anni Settanta ad oggi), rivisti, ampliati e modificati in epoca più che recente - l'edizione originale è, infatti, del 1998. In una parola, il volume presenta l'opinione di Kernberg sulle dinamiche organizzative ed istituzionali, sulla vita dei gruppi e sul ruolo e le funzioni del capo: si tratta, a pieno diritto, di una riflessione di psicoanalisi dell'organizzazione, che nasce sia dalla diretta esperienza dell'Autore in qualità di consulente, membro di staff organizzativi e direttore egli stesso di scuole e istituzioni, che dalla concettualizzazione teorica originale, maturata nel corso di alcuni decenni e centrata (come è ormai noto, considerando la quantità di scritti di Kernberg tradotti in italiano e la sua presenza in seminari e convegni anche nel nostro Paese) sulla teoria delle relazioni d'oggetto.
Il testo è dedicato alla memoria di Ignacio Matte Bianco e Ernst Ticho (già direttore del servizio di psicoterapia della Menninger Foundation) entrambi maestri e amici di Kernberg. Ma è importante notare che i debiti di riconoscenza esposti nell'Introduzione sono molti e davvero significativi al fine di rintracciare il percorso intellettuale e di esperienza seguito da Kernberg: sono infatti-nominati Harry Levinson (ex direttore del dipartimento di psicologia industriale presso la Menninger Foundation), Thomas Dolgoff (ex professore di teoria gestionale alla Menninger Foundation), John Sutherland (ex direttore della Tavistock Clinic e consulente senior alla Menninger Foundation), e ancora Didier Anzien, René Kaes, Pierre Turquet, Malcom Pines, Earl Hopper e Abraham Zaleznick. È lecito ritenere che l'insieme degli spunti e dei confronti avuti nel corso del tempo con questi e altri psicoanalisti abbia permesso a Kernberg di edificare un corpus di idee che si trova co