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L'autore propone una teoria con la quale offre una riconcettualizzazione completa del concetto di disturbo nevrotico in quanto risultato di una elaborazione patologica di un conflitto intrapsichico sottostante. Le due modalità fondamentali considerate alla base di tale teoria sono: la possibilità di considerare il sintomo come parte attiva di una prestazione dell'Io, difensiva o compensatoria, e la possibiliità di considerare il conflitto intrapsichico come parte centrale della psicodinamica della maggior parte dei disturbi psichici. L'autore segnala i numerosi vantaggi che un tale modello produce anche dal punto di vista della pratica terapeutica. Alcuni esempi clinici corredano il materiale teorico.