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Il volumetto riproduce la registrazione delle risposte che Jung fornì in occasioni delle domande poste da amici e parenti nel corso di due visite a Sabi e Ignaz Tauber Scheitlin - nel 1957 e nel 1959 - nella località di Winterthur. Le domande sono proposte da Ignaz Tauber, Hans Baumann ed Ernst Jung ed abbracciano campi ampi e tra loro diversi, dal mondo dei sentimenti a questioni teologiche, dalla conoscenza interiore alla necessità dell'esistenza degli opposti. Tra i temi trattati, Jung si sofferma sulla perdita di sentimento e di capacità emozionale che è connaturata al processo di acquisizione della coscienza e della cultura, conducendo il mondo originario denso di senso e significato immediato verso l'oblio. «All'età di tre anni, per esempio, feci un sogno… Fu un sogno che ho capito soltanto all'età di sessant'anni, perché tutto quel mondo di esperienza, attraverso l'unilaterlaità dello sviluppo, era sparito per sempre» (p. 18). L'importanza di saper affiancare alla percezione inconscia una consapevolezza di se stessi basata sull'introspezione (e sorretta dal confronto inter-personale) emerge nel momento in cui Jung affronta il potere distruttivo della proiezione nelle relazioni sociali - ad esempio nel matrimonio, quando la persona assume su di sé le proiezioni del partner, o quando un genitore assegna al proprio figlio ca ratteristiche proprie: la proiezione viene così paragonata ad un proiettile psichico dal quale si viene colpiti. Circa il tema degli opposti, esso è trattato in relazione alla erea zione del mondo e all'azione di Dio, di un dio che per Jung deve essere necessaria mente contraddistinto in modo che risaltino i contrasti - bene e male, amore e odio,