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Con la pubblicazione del secondo volume dell'autobiografia di Wilfred Bion (Muttra -Oxford ) la casa editrice Astrolabio porta a compimento l'opera iniziata quindici anni fa. Infatti, la prima parte dell'autobiografia - di cui ora conviene brevemente occuparsi - è stata pubblicata in inglese nel 1982 e la traduzione italiana (del ) è comparsa con il titolo La lunga attesa. Autobiografia 1897-1919, offrendo al lettore tre «spazi» della vita di Bion: l'India (la terra in cui nacque), l'Inghilterra, ove venne mandato dalla famiglia all'età di otto anni per studiare, e la Grande Guerra. Di queste tre fasi, l'ultima, la guerra, occupa nel testo lo spazio maggiore, circa duecento pagine che si aprono con la frase: «Il mondo si spalancava di fronte a me…» (Bion, , p. 117); quando la guerra ebbe termine, Bion non aveva ancora compiuto ventun anni, ma aveva avuto modo di sperimentare direttamente una quantità impressionante di orrori, paure ed angosce (alcune delle quali si ripresentarono periodicamente nei sogni della vita adulta).
La rivisitazione del primo volume dell'autobiografia è interessante anche perché densa di rimandi ad epoche di vita successive: ad esempio, le esperienze di isolamento e solitudine vissute come comandante militare carrista, in azione nel primo grande conflitto, si collegano alle successive iniziative prese durante la Seconda Guerra Mondiale nella cura dei traumatizzati e nella selezione ed addestramento degli ufficiali (v., a tale proposito: Tom Harrison, Bion, Rickman, Foulkes and the Northfiled Experiments. Advancing on a different front. Jessica Kingsley Publishers, ). Allo stesso modo vi è da riflettere sulla soluzione difensiva - a fronte della disperazione e del terrore collegati ad un tempo immobile e a una situazione di estremo