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Il T.A.T. (Thematic Apperception Test) è stato creato alla fine degli anni Trenta da H.A. Murray, in un clima culturale che risentiva dell'influenza della psicologia sperimentale. Nella sua forma definitiva, è costituito da una serie di 31 immagini che si rifanno a disegni, foto e riproduzioni di quadri. Di queste viene presentata al soggetto una serie di tavole, con un minimo di undici, a seconda dell'età e del sesso. L'aspirazione ad una comprensione generale delle modalità di funzionamento della psiche umana non escludeva, fin dalle origini, il desiderio di cogliere le caratteristiche della personalità individuale, sotto l'influenza della ricerca psicoanalitica. Da qui nei decenni successivi si modifica l'approccio a questo test e al suo impiego, fino a quest'ultima proposta di Aliprandi, Bassetti e Riva. Il percorso, che si orienta sempre di più verso la diagnostica clinica, passa attraverso l'elaborazione di Bellack, con la sua sottolineatura del ruolo della memoria affettiva del soggetto nella «gestaltizzazione» della percezione, e successivamente attraverso i fondamentali contributi degli psicologi