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Il numero 2, Anno XVIII, agosto 2001, della rivista «Il Sommolago - periodico di arte, storia e cultura» è interamente dedicato alla traduzione italiana di un volume di grande interesse: la narrazione che Martin, il figlio maggiore di Sigmund Freud (nato il 7 dicembre 1889 e scomparso nel 1967, a Londra), dedica al ricordo della vita familiare e delle relazioni più strette della famiglia Freud. Il primo dei trenta capitoli si apre con la frase: «Scrivo questo libro sull'eco delle celebrazioni londinesi in onore dei cent'anni dalla nascita di Sigmund Freud…» (p. 13). Il resoconto storico si snoda per un lungo arco di anni, iniziando con il ricordo dei nonni e con il recupero della storia dell'infanzia dei genitori, fino agli eventi drammatici della fuga da Vienna, passando attraverso le reminiscenze della Vienna di Francesco Giuseppe, e l'esperienza della prima guerra mondiale. Molti eventi della vita quotidiana di casa Freud vengono qui ricordati e rivissuti, così come è ripercorsa più volte l'alternanza tra la vita viennese ed i tre mesi di villeggiatura estivi che la famiglia Freud trascorreva finalmente riunita e con la completa disponibilità del padre (non più impegnato nelle lunghe ore di lavoro giornaliero e serale). Nella premessa al testo, Francesco Marchioro ricorda la personalità di Jean Martin Freud, i suoi problemi di vita, di lavoro e di relazione (soprattutto con la sorella Anna), sottolineando la caratterizzazione fantastica e mitica di romanzo familiare delle sue memorie; non casualmente, nei titoli delle prime due edizioni ricorre l'idea della luce riflessa. Da notare che quando Martin Freud scrive il suo resoconto è ormai un uomo anziano, intorno ai settanta anni. È da richiamare la storia singolare delle varie edizioni del testo: dalla prima, quella londinese del 1957 («Glory Reflected»), alla seconda - newyorkese - di un solo anno successiva («Glory Refleceted. Sigmund Freud: Man and Father»), fino alla terza, pubblicata nel 1983 dall'editore Jas