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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori e dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte. In questo numero pubblichiamo tre interventi di commento sul caso Anna, presentato e commentato sui numeri 2 e 3, 2002, di questa rivista.
Scrivo solo un paio di impressioni sull'interessante caso di vaginismo trattato da Piero Porcelli. La prima impressione è che il caso illustra ottimamente una tesi che mi è cara: la control-mastery theory di Weiss e Sampson costituisce un'ottima base concettuale per l'integrazione delle psicoterapie. Nel modo di concettualizzare il caso, è meno esplicito l'uso di una seconda base concettuale per tale integrazione: la teoria dell'attaccamento. Questa però è compatibile con la formulazione proposta da