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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori e dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte. In questo numero pubblichiamo tre interventi di commento sul caso Anna, presentato e commentato sui numeri 2, 3 e 4, 2002, e 1, 2003, di questa rivista.
Numerosi sono i livelli di analisi possibili nel discutere l'intrigante caso di Porcelli: devo, per ovvie ragioni di spazio, sceglierne due. Ciò che mi ha subito colpito nella storia proposta, è stata la scelta di utilizzare una tecnica di provenienza cognitivo-comportamentale all'interno di una conduzione del caso di tipo psicodinamico. Si