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Roger Money-Kyrle decise nel 1977 di raccogliere e pubblicare i suoi articoli e saggi, molti dei quali, appartenenti al primo periodo di attività, sono apparsi sul British Journal of Medical Psychology, mentre gli altri provengono da conferenze e dalle pagine delle principali riviste psicoanalitiche. Il volume apparve in occasione del suo ottantesimo compleanno per merito degli sforzi congiunti di Donald Meltzer e Edna O'Shaughnessy. Composto da trentacinque saggi disposti in ordine cronologico, è introdotto da un interessante scritto di Mauro Mancia il quale propone di suddividere gli studi accolti nei Collected Papers in due periodi: il primo (dal al ), in cui si riscontra l'influenza degli interessi antropologici, e il secondo, dal 1955 al 1977, in cui risalta l'attenzione per l'analisi dei modelli di sviluppo cognitivo.
Money-Kyrle s'interroga inizialmente, ed in modo autocritico, sul desiderio di immortalità che spesso nasconde l'aspirazione ad ottenere un maggior prestigio quando verso la parte finale della propria vita — ci si orienta a ripubblicare ciò che si è prodotto nell'arco dei decenni. Definendo poeticamente i propri lavori come “una serie di approssimazioni verso una verità lontana” (p. 29), auspica che la lettura dei saggi possa condurre qualcuno a voler proseguire tali indagini. In premessa è pure posta una nota autobiografica, in cui l'Autore ripercorre le tappe salienti della sua vita, comprese le vicissitudini delle tre analisi: la prima con Ernest Jones, la seconda con Freud a Vienna e la terza, di nuovo a Londra, con Melanie Klein. Gli scritti coprono un tempo di circa cinquant'anni e vanno a collocarsi accanto alle sue opere più famose: il saggio antropologico Il significato del sacrificio , Superstizione e società e i lavori più noti nel mondo psicoanalitico, come Psicoanalisi e politica e l'affascinante All'origine della nostra immagine del mondo, del 1961 (tutti tradotti in italiano).
Le tematiche svolte spaziano su di un'area vastissima