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Fin dalle prime righe del libro si intuisce l'impervietà dello sforzo intrapreso dall'Autore e da quanti hanno collaborato con lui: avvicinarsi all'universo interiore dell'individuo che agisce fino alle estreme conseguenze le proprie fantasie pedofile, significa rischiare su troppi piani contemporaneamente, sopportando in primo luogo l'incontro con il Male, entità tradizionalmente metafisica, che qui diviene corpo, sangue, bisogno, passione, coazione, parassitismo, crudeltà, rinunciando ai raffinati meccanismi di difesa che troppo spesso crediamo, non del tutto a ragione, di saper riconoscere. Un altro pericolo che Schinaia è riuscito ad evitare è quello della banalizzazione del fenomeno che opera chi riduce l'emergenza child abuse ad un mito mediatico,