You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
La psicologia della personalità sta conoscendo negli ultimi tempi un nuovo momento di gloria; anche in Italia sono apparsi numerosi testi, sia in traduzione (come J. McMartin: Psicologia della personalità, Milano: edizioni Guerini ), sia scritti da autori italiani (vedi ad esempio, A. Carotenuto, Trattato della psicologia della personalità e delle differenze individuali, Milano: Raffaello Cortina ), mentre tutti ricordano il classico testo di Calvin S. Hall e Gardner Lindzey Teorie della personalità , tradotto nel 1966 da Boringhieri, nella “Serie di Psicologia e Psichiatria”. Pervin (Ph.D. all'Università di Harvard, nel ) è un noto studioso della personalità, il cui primo studio sul tema risale al 1970 (Personality: Theory and Research, New York: Wiley), argomento ripreso in collaborazione con O.P. John, in un testo dall'identico titolo, pubblicato sempre con Wiley e giunto ormai all'ottava edizione riveduta. Il testo si compone di undici capitoli, ed inizia con una disgressione sui punti di vista clinico, correlazionale (termine poco usato in Italia per indicare l'uso di metodologie statistiche di analisi delle correlazioni) e sperimentale, proseguendo con l'analisi dei costrutti motivazionali, cognitivi e dei tratti psicologici. Sono poi considerati i maggiori spunti di dibattito sulle teorie della personalità, come l'influenza dell'ambiente e della situazione sulla condotta, l'opposizione natura/cultura, la questione della stabilità/modificazione delle qualità umane nel corso del tempo, i vantaggi nell'uso del concetto di Sé, e le condizioni che rendono possibile il cambiamento individuale. Pervin ha il merito di affrontare e discutere i diversi punti di vista con un'ottica equilibrata e soprattutto bene informata rispetto al vertice psicodinamico: ciò è cosa non frequente nell'ambito dei trattati sulla personalità, molti dei quali rappresentano una sfida e un'aspra critica dal punto di vista psicodinamico (come in W. Mischel, Personality and Assessment, New Yor