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Questo volume è dedicato all'intervista psichiatrica e alle sue potenzialità, nel quadro della valutazione e della diagnosi del paziente sia nelle strutture pubbliche che nella pratica privata. I case histories, raccolte in modo analitico e approfondito, costituiscono la trama del testo, che — oltre al primo capitolo introduttivo sulla raccolta delle informazioni durante l'intervista — è composto da tredici capitoli ognuno dei quali prende in esame la storia di un paziente, ricostruita nel corso dei primi colloqui e degli esami iniziali. Tale struttura costituisce la vera peculiarità del libro, il cui scopo globale è quello di mostrare da un lato l'efficacia dell'intervista come setting narrativo, e dall'altro di criticare le modalità meccanicistiche di raccolta dell'anamnesi, l'uso difensivo degli esami di laboratorio e dei test diagnostici e, in definitiva, denunciare l'erosione di confidenza che si sviluppa nel paziente a fronte di un esperto asettico e distaccato. Se la malattia diviene un qualcosa di separato dalla vita reale del soggetto, e se quest'ultimo è tenuto in minimo conto dallo psichiatra “che sa” e che consulta i referti tecnici come se fossero oracoli, l'essenza della relazione d'aiuto si perde, e quello che dovrebbe essere il contenitore di una relazione di fiducia, cioè il rapporto medico-paziente, diviene il campo di battaglia che vede il medico combattere a tutti i costi (e per ragioni diverse) contro la malattia, dimenticando il malato. Le storie riportate evidenziano i diversi decorsi interpersonali e la verità degli incontri psicodinamici, seguendo una struttura univoca nel report e illustrando in dettaglio le informazioni tratte dallo psichiatra in diversi momenti della situazione diagnostica, comprese le fasi di reassessment. Lo sforzo di dare un senso ai sintomi diviene, così, l'impegno a restituire senso alla persona nella sua totalità, innanzi tutto trattandola, appunto, come essere umano degno di ascolto e considerazione. Lo scritto rap