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La traduzione italiana del libro curato da Anthony Molino è composta da una scelta di saggi dell'edizione americana originale, e si presenta articolata in sette sezioni e ventuno contributi. Il lavoro, nel suo complesso, costituisce un'importante approfondimento e aggiornamento sul tema, inserendosi a buon diritto nel filone che vede in Psicoanalisi e Buddismo Zen di E. Fromm, D. Suzuki e R. De Martino (trad. it., Roma: Astrolabio, 1968) un vero caposaldo. Sono inoltre da richiamare le recenti opere di Mark Epstein Pensieri senza un pensatore e Lasciarsi andare per non cadere in pezzi , entrambe tradotte in italiano negli anni novanta, e i saggi di J. Rubin Psychotherapy and Buddhism e di J.R. Suler Contemporary Psychoanalysis and Eastern Thought . Nel libro sono riportati, in appendice, due lavori storici, l'uno di Franz Alexander (letto nel 1922 al Congresso Internazionale di Berlino e pubblicato nel 1931, di cui è presentata una traduzione parziale) e l'altro di Joe Tom Sun, apparso sulla Psychoanalytic Review nel 1924, ai quali si collega direttamente il contributo di M. Epstein Al di là del sentimento oceanico. I ventuno saggi compongono un affascinante dialogo a più voci sulle relazioni tra psicoanalisi e buddismo. Entrambe le scuole sono rappresentate da studiosi di orientamenti diversi: tra gli psicoanalisti compaiono, infatti, esponenti di matrice freudiana come lo stesso Molino, Adam Phillips e Joyce McDougall (della quale è riportato e commentato un suo dialogo, del 1992, con il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso) e di scuola junghiana, come Polly Young-Eisendrath. I temi specifici affrontati ruotano intorno allo sviluppo della consapevolezza e al significato della sofferenza; ma soprattutto, nel complesso dei diversi “testi” che il volume offre e su cui chiama a riflettere, emergono le visioni del mondo e dell'essere umano proprie di queste due discipline. Nella sua introduzione, Anthony Molino richiama l'attenzione sul fatto sorprendente che è solo intorno