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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica, possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione della teoria. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
contributi dei lettori e dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte. In questo numero pubblichiamo tre interventi di commento sul caso di Rocco, presentato sul n. 3, 2003, di questa rivista.
È difficile intervenire, quando un caso è riferito partendo da una esplicita professione di simpatia, ed è concluso con una volitiva professione di fiducia. Le due condizioni garantiscono che l'attenzione è posta su una storia tuttora in corso, e soprattutto sulla determinazione di essere ancora presenti nell'accompagnare un essere umano nella costruzione della propria vicenda storica.