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Con questo libro siamo nell'area della psicoanalisi applicata alle realtà organizzative. Di origine relativamente recente – quantomeno in Italia – l'applicazione della psicoanalisi allo studio delle imprese e delle attività produttive si inserisce nel filone di ricerca aperto da Freud con Psicologia delle masse e analisi dell'Io . Fu infatti proprio Freud ad occuparsi per primo della relazione tra leader e gruppo, nonché dei relativi processi di identificazione alla base dei processi organizzativi (ricordate la polemica con Le Bon?). Ma furono gli psichiatri militari – Bion tra questi – ad applicarne venti anni dopo i princìpi alla vita socio-organizzativa, quali la selezione degli ufficiali, la formazione e la riabilitazione. La psicoterapia di gruppo e le comunità terapeutiche devono dunque parte del loro esordio alle disfunzioni degli eserciti e al tentativo di colmarle. Siamo nell'ambito del Tavistock Institute of Human Relations dove, in un'ottica kleiniana, verrà elaborata la Socionalisi, che pone al centro dell'analisi sociale la dinamica affettiva dei gruppi organizzati. Ciò comprenderà, oltre agli studi sulla leadership e sulle sue patologie, l'indagine di quegli aspetti nascosti della vita organizzativa che vanno dalle angosce persecutorie e depressive alle difese individuali e sociali sino alle resistenze: nonché l'analisi di come gli assetti organizzati rispondano con modalità di contenimento, che a loro volta danno luogo alla produzione di ulteriori ansie e difese. Si deve a Elliott Jaques – allievo della Klein, come già Bion – la messa a punto di questi concetti, applicati dapprima a contesti socio-assistenziali e poi alla fabbrica (di cui fu consulente). Siamo negli anni '50. Da queste esperienze Jaques elaborerà concetti quali cultura aziendale, clima di gruppo etc, notando altresì la presenza di fenomeni psicotici per concludere che anche le organizzazioni si comportano come «organismi», i quali possono essere sia sani sia malati.
Negli anni a seguir