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È qui presentata la recente ed ampliata edizione della corrispondenza tra Ferenczi e Groddeck , la cui prima pubblicazione risale all'inizio degli Anni Ottanta (traduzione italiana per i tipi dell'Editore Astrolabio, ). Il curatore, Cristopher Fortune, sollecitato da Paul Roazen a realizzare la versione
inglese della corrispondenza, ha recuperato quattordici nuove lettere e cartoline di Ferenczi, alcune missive e note della moglie Gizella, e soltanto una nuova lettera di Groddeck: da tale punto di vista, la corrispondenza rimane sostanzialmente senza notevoli variazioni rispetto a quella conosciuta, e fortemente sbilanciata. Da parte di Groddeck sono in tutto pubblicate solo quattro lettere (tutte le altre sembra siano state distrutte da Ferenczi stesso). Rispetto alle pubblicazioni francese (su cui è stata condotta la traduzione in italiano del ), tedesca ed italiana, la nuova presentazione delle lettere appare più ricca di note e commenti, colmando anche alcune piccole omissioni presenti nelle prime pubblicazioni. È introdotta dal saggio di Judith Dupont Le origini della creatività, che tratta tematiche diverse, tra le quali le difficoltà della pubblicazione della corrispondenza privata e la questione della riservatezza (con l'esempio di diversi comportamenti di eredi e curatori, rispetto al come gestire il patrimonio epistolare loro affidato), soffermandosi sulla vita di Ferenczi ed offrendo su Groddeck solo una sintetica cronologia. D'interesse sono le missive di Ferenczi a sfondo più fortemente auto-analitico, come la lunga lettera del Natale 1921 (estesamente commentata) o il confronto teorico con Groddeck sull'analisi e sul ruolo del terapeuta, un confronto che oppose i due uomini: «L'analisi, a mio modo di vedere, è un fenomeno sociale, che richiede (almeno) due persone. Dopo tutto, è soltanto un ripercorrere, in condizioni migliori, la propria crescita, elaborando la relazione emotiva con i propri genitori» (p. 29-30). A questa – e ad ulteriori considera