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In un'epoca in cui la doppia morale indotta dal sistema socioeconomico esige dagli individui una coerenza di fronte al principio di responsabilità (nelle aree in cui intende alleggerirsi di responsabilità proprie), e contemporaneamente non accetta che essi reagiscano responsabilmente nei confronti di orrori e iniquità legalizzate, Einaudi ristampa per il pubblico italiano il libro Obedience to Authority di Stanley Milgram, dettagliato e meditato resoconto del celebre esperimento ideato e condotto presso l'Università di Yale dallo stesso Milgram a partire dal 1960. I risultati sono importanti perché dimostrano, in modo esemplare, come la relazione contestuale di un individuo con una figura di autorità non esplicitamente repressiva può molto spesso favorire un comportamento di rinuncia ai propri valori, giustificato dal proposito di eseguire il proprio dovere obbedendo agli ordini (problema studiato in altro ambito dagli psicoanalisti che si sono occupati del rapporto tra Io e Super-Io, con le rispettive dinamiche di proiezione, e della patologia del Super-Io e dell'ideale dell'Io). Meccanismi di razionalizzazione permettono all'individuo di commettere atti inumani, senza che questi si senta responsabile delle proprie azioni, all'interno di contesti relazionali in cui l'obbedienza esprime cooperazione e non sottomissione a forme di costrizione.
La nuova edizione italiana del libro di Milgram (Bompiani ne pubblicò nel 1975 la prima traduzione) si apre con un saggio introduttivo di Adriano Zamperin, professore associato presso la facoltà di Psicologia dell'Università di Padova (autore di Psicologia sociale della responsabilità. Giustizia, politica, etica e altri scenari. Torino: U-TET, ). Cogliendo l'aspetto problematico della debolezza dei valori e della forza delle circostanze nella vita quotidiana, evidenziati in modo sconcertante da Milgram (e dalle ricerche successive), nel saggio “Obbedienza distruttiva e crisi dell'azione” Zamperini riflette sugli inquietanti e a