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Alcuni momenti salienti dell'opera e della vita di Dostoevskij offrono ricchi spunti per rendere conto della psicopatologia dell'attaccamento al gioco d'azzardo. Ripercorrendoli l'Autore evidenzia le seguenti ipotesi esplicative: (a) il circolo vizioso che si innesca tra piacere trasgressivo e colpa-punizione (la perdita di denaro); (b) la spasmodica ricerca di eccitazione, che funge da sorta di antidepressivo, specie quando simbolicamente si gioca la vita stessa; (c) il sogno adolescenziale di una quantità enorme di denaro da spendersi come mezzo di vanagloria, di rivalsa; (d) ma il denaro per il frenetico giocatore non è l'oggetto ultimo del desiderio. Paradossalmente la morbosa frenesia del gioco può testimoniare il bisogno di un assoluto - qui decaduto a cattiva infinità -, bisogno che sarebbe l'intima cifra della struttura stessa del desiderioeros.