You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il volume, curato da Anna Carusi (di cui ricordiamo il contributo “Empatia: il dibattito post-kohutiano”, Psicoterapia e Scienze Umane, , XXXV, 4: 59-83), raccoglie dieci scritti di Heinz Kohut , iniziando con il famoso lavoro del 1959 Introspezione, empatia e psicoanalisi. Indagine sul rapporto tra modalità di osservazione e teoria. La raccolta è introdotta da un interessante saggio di Carusi, “Il metodo dell'empatia nel pensiero di Heinz Kohut”, ed è chiusa da un'utile nota sulle pubblicazioni dell'Autore in lingua originale e in traduzione italiana. La prospettiva di Kohut colloca l'empatia (o introspezione vicariante) al cuore del metodo psicoanalitico, in quanto consente la comprensione degli stati mentali complessi dell'interlocutore, così come l'introspezione permette l'osservazione del proprio mondo interiore. Ecco, dunque, delinearsi l'evoluzione della teoria e della pratica del metodo introspettivo-empatico. L'empatia viene definita come un metodo rigoroso, anzi come il metodo che caratterizza la psicoanalisi, e, come tale, è depurata dei suoi significati correnti (quali l'affetto, la benevolenza, il calore umano) e distinta dall'empatia come legame emotivo interpersonale. «L'empatia (introspezione vicariante) è, in essenza, neutrale e oggettiva e non è, nella sua essenza, soggettiva… L'empatia non è l'intuizione e non deve essere confusa con essa» (p. 175). Tali precisazioni consentono a Kohut di riaffermare il valore dell'empatia nel suo rapporto con la teoria psicoanalitica, come modalità globale di conoscenza e di cura, e come metodo di raccolta di informazioni. L'empatia fonda la tecnica analitica, mentre l'introspezione emerge come il contraltare dell'estrospezione, la prima essendo rivolta verso la realtà interna, e la seconda verso il mondo esterno. I dieci contributi (che spaziano dal al ) fanno riflettere sulla determinazione di Heinz Kohut nel porre l'attenzione, in modo così netto ed esplicito, su concetti ed impostazioni che - pur presenti ne