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Cesare Padovani, già autore di opere di vario genere tra cui La speranza handicappata e Facce di marmo , con questo libro propone al lettore una riflessione sul significato ed il valore della figura del medico all'interno della relazione medico-paziente, con particolare sensibilità rivolta al paziente disabile. L'attenzione del medico nei confronti di chi è handicappato, o di chi ha un handicap, di chi ne è portatore oppure ancora di chi trattiene con sé l'handicap (rimando al testo per comprenderne le differenze), dovrebbe mettere in moto modelli di pensiero, disponibilità d'ascolto e flessibilità d'intervento possibili solo con il recupero di una visione umanistica ed umanizzante dell'uomo-paziente considerato nella sua interezza. L'autore parte dalle radici culturali dell'arte medica per mostrarci come il processo di reificazione del malato, conseguenza di un impiego asettico della tecnologia moderna, corra il rischio di spogliare la relazione medico-paziente della sua preziosa valenza terapeutica. Nella prima parte del libro sono contenuti alcuni spunti di riflessione sull'arte medica; segue un vocabolario delle parole-chiave impiegate in medicina con una colta ricerca sulla radice etimologica dei termini ed uno studio del loro utilizzo più arcaico. Il dizionario comprende anche la citazione di personaggi mitici greci (Filottete, Giasone, Pigmalione, Minotauro, per citarne alcuni) che, letti in chiave simbolica, svelano alcune tra le possibili dinamiche che si sviluppano nella relazione con il malato e la malattia. Seguono una succinta biografia di Ippocrate, il Giuramento Ippocratico, gli Aforismi, alcuni frammenti tratti dal Corpus Hippocraticum ed alcuni importanti contributi di Platone sull'arte del medico e la cura del paziente. Chiudono il testo contributi di vari autori - tra cui una lettera del medico-amico di Cesare Padovani il quale racconta la propria personale esperienza nel rapporto medico-handicappato, due riletture autobiografiche di note fiabe e