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Per Fonagy e Target, l'acquisizione della intenzionalità è il risultato di una soddisfacente relazione d'accudimento, e il rispecchiamento materno restituisce al bambino un se stesso accettabile e rassicurante, grazie alla capacità di rêverie materna. Il bambino riconosce le proprie emozioni attraverso la correlazione tra la propria espressione rispecchiata dal caregiver e il proprio stato interno. Così può trovare se stesso nella mente dell'altro, e questa reciprocità è alla base del suo sviluppo emozionale. Questa teoria del rispecchiamento trova un riscontro nella teoria della “molteplicità condivisa” di Gallese: l'osservazione dell'azione nella scimmia e nell'uomo attiva dei neuroni specchio che attuano azioni di prova all'interno del cervello. L'esperienza dell'intersoggettività consisterebbe in circuiti emozione-rispecchiamento del caregiver-scarica dei neuroni specchio, che strutturerebbe una coscienza autoriflessiva.