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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico, in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione teorica. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 15 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 5 cartelle di 2.000 battute);
interventi dei lettori e dibattito (massimo 3 cartelle di 2.000 battute).
Tutti i contributi vanno inviati in tre copie dattiloscritte (si ricordi che per battute si intendono anche gli spazi) a Nella Guidi, Via Alfredo Oriani 6, 20122 Milano, tel. 02-58305909, e come attachment per E-Mail a <>.
Il trattamento di questo caso clinico è stato condotto in assetto multiplo. La dr.ssa Luisella Canepa, pediatra, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, che mi ha inviato la paziente, si è occupata dell'aspetto internistico. Io ho svolto una psicoterapia psicoanalitica, di cui riferirò in questo scritto. La dr.ssa Manuela Mazzucchelli, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, ha preso in carico il caso, su mio invio, dal punto di vista psichiatrico.
Claudia è giunta da me a dodici anni per una grave anoressia, esordita poco dopo il menarca e a un anno e mezzo dalla morte di suo padre. L'impatto di questo evento, per lei non affrontabile, era stato circoscritto mediante un uso massiccio di meccanismi di scissione e diniego fino al momento dello scompenso. Preponderante nel lavoro