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Questa seconda edizione del trattato a cura di Tasman, Kay e Lieberman accoglie venti nuovi capitoli, ed estese revisioni della maggior parte dei capitoli presenti nella prima edizione. Lo staff editoriale è composto da un Senior Associate Editor (Michael B. First) e da otto Associate Editors (Jaqueline Maus Feldman, Robert Freedman, Stephen M. Goldfinger, Mario Maj, David A. Mrazek, Michele T. Pato, Andrew E. Skodol, Robert J. Ursano). La lista dei collaboratori conta oltre 280 persone, per la massima parte statunitensi, ed il testo è organizzato in sette grandi sezioni, per complessivi centodiciassette capitoli.
La parte iniziale è dedicata all'approccio al paziente e si apre con una riflessione sull'ascolto e sullo sviluppo delle capacità di comunicazione e di interazione del professionista. Passando attraverso alcune considerazioni sull'etica professionale, sul rispetto dei confini terapeutici e sulla capacità di intendere le differenze di cultura e di genere da parte del clinico impegnato ad evitare l'errore di trattare tutti i pazienti allo stesso modo, l'attenzione del lettore tende a centrarsi sui due capitoli dedicati alla relazione interpersonale e al setting dell'intervista psichiatrica. In particolare, quest'ultimo capitolo offre una serie di indicazioni operative e sintetiche sugli obiettivi dell'intervista psichiatrica e sulle modalità per conseguirli.
La seconda sezione del testo (“Una prospettiva evolutiva sulle aree delle funzioni mentali e comportamentali normali”), prende in considerazione il ciclo di vita nella sua interezza, con un'introduzione sui due modelli degli stadi di sviluppo e delle linee evolutive longitudinali. Sono quindi discusse le cinque direzioni e tipologie di sviluppo dell'essere umano identificate dagli autori come gli assi portanti dell'evoluzione dell'individuo: biologica, cognitiva, emotiva, sociale e morale. Ciò che viene qui presentato lascia certamente adito a diverse perplessità concernenti le semplificazioni effettuate e